Miniera di Gambatesa

    La miniera di Gambatesa è stato il più grande giacimento di manganese d’Europa: un elemento strategico nell’industria siderurgica ma con numerose applicazioni dal campo agricolo a quello farmaceutico, dall’industria dei vetri a quella delle ceramiche. Un’attività estrattiva iniziata nel 1876 con un ingegnere francese che, a seguito della scoperta di questo importante elemento alla fine del Settecento, venne ad esplorare il levante ligure alla ricerca della nuova, preziosa materia prima.

    Le ricerche si concentrarono in val Graveglia, un territorio ricco di quelle rocce cui il manganese è associato, in quanto complementari da un punto di vista genetico: il manganese, infatti, è un elemento che si deposita in contesti idrotermali tipici delle zone di dorsale oceanica, lo stesso contesto in cui di depositarono, in poca giurassica, i Diaspri, una roccia rossa molto diffusa nella valle.

    Le ricerche diedero esito positivo con la scoperta di cinque giacimenti principali, dei quali Gambatesa il più ricco, e numerosi giacimenti minori. La storia estrattiva è proseguita ininterrottamente per più di 130 anni, sino al 2011, anno in cui la concessione è stata rinunciata per anti-economicità.

    La storia estrattiva non è però andata perduta poiché già a partire dai primi anni Duemila, parte del sito estrattivo è stata riconvertita a museo minerario, riconversione divenuta totale dopo un decennio di coesistenza: oggi il museo minerario di Gambatesa, di proprietà del Parco dell’Aveto, costituisce una delle principali attrazioni turistiche della regione Liguria ed uno dei siti maggiormente significativi a livello nazionale sia per la possibilità di accedere ai sotterranei con il trenino dei minatori sia per il mantenimento di tutti i macchinari e strumentazioni in uso nel periodo di attività ed oggi osservabili dai visitatori.

    Un network di gallerie di quasi 30km, in gran parte ancora accessibili di cui alcuni fruibili dai visitatori, in cui ancora oggi si sviluppa la linea ferroviaria a scartamento ridotto 500mm Decauville sulla quale transitano locomotori elettrici e diesel, vagoncini del minerale e pale meccaniche oltre, naturalmente, il convoglio turistico; nel corso della visita è possibile vedere e toccare con mano gli argani, le perforatrici, le linee dell’aria compressa e via dicendo: una miniera mantenuta nel suo stato originale all’interno della quale il visitatore viene scaraventato in un mondo sconosciuto ai più ma raccontato in modo coinvolgente dalle esperte guide in forze al sito.

    Il complesso è collocato all’interno del Parco dell’Aveto in un contesto naturalistico di altissimo pregio caratterizzato non solo dalla particolare geologia ma anche da una biodiversità ad essa strettamente collegata, il tutto fruibile tramite una rete sentieristica ben sviluppata, in particolar modo con gli anelli del Monte Bossea e del Monte Zatta che consentono la copertura dell’intera alta valle.

    La visita tradizionale prevede l’ingresso col il convoglio minerario originale attrezzato per il trasporto dei passeggeri: giunti alla stazione interna si procede a piedi accompagnati da una guida esperta che illustra le peculiarità geologiche e tecniche oltre alla storia del sito ed alle vicende umane ad esso collegate; al termine della visita per tappe si sale nuovamente a bordo del trenino e si ritorna all’esterno al centro visitatori. L’ambiente minerario, oggi bene culturale dello stato, è mantenuto nel suo stato originale con illuminazione soffusa, piano di calpestio in terra battuta a ridosso della linea ferroviaria; la temperatura è costante intorno ai 13-14°C con elevati tassi di umidità; si consigliano pertanto abbigliamento comodo e calzature adeguate.

    La miniera di Gambatesa è un monumento al lavoro ed al sacrificio, una storia che passa attraverso le estenuanti lavorazioni manuali di fine Ottocento, la maledizione della silicosi nei primi del Novecento, dalle difficoltà del periodo bellico all’introduzione delle nuove tecnologie, dallo spettro della chiusura alla rinascita sino alla definitiva cessazione dell’attività lavorativa a beneficio di quella museale; una storia che ogni metro di galleria, ogni scheggia di diaspro, ogni parola delle guide trasmettono in modo diretto ed autentico consentendo un viaggio nel tempo alla scoperta di un capitolo di storia, umana ancora prima che industriale, che non lascia mai indifferenti.

    Gambatesa non è solo un museo. E’ storia, testimonianza, esperienza.

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